OLIMPIADI E LOTTA, FOLLE PROPOSTA DEL CIO

Da qualche giorno si è appresa la notizia della proposta, da parte del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), di togliere la lotta dal programma olimpico a partire dal 2020. Le motivazioni sono prevalentemente commerciali e politiche. Naturalmente reazioni in tutto il mondo, non solo dall’ambiente della lotta e dello sport. Qui sotto trovate quello che ha scritto “La Stampa.it” del 12 febbraio ed una notizia apparsa su  “euronews.com”, a proposito della restituzione della medaglia d’oro del lottatore bulgaro Yordanov.

I soci, gli atleti e i dirigenti della SAJ faranno tutto quel che possono affinché non si realizzi questo ennesimo misfatto ai danni dello sport e dei suoi valori.

In principio furono la corsa e la lotta. Correva l’anno zero dello sport e sorgeva il mito di Olimpia. Alle prime Olimpiadi moderne, Atene 1896, la lotta c’era, nella sua variante greco-romana, e senza distinzioni di peso. Da allora a oggi c’è sempre stata, in tutte le edizioni dei Giochi. Anche a simboleggiare il legame dello sport moderno con i Giochi della storia antica. Ora si volta pagina: il Cio immagina di togliere la lotta dal programma olimpico dal 2020. Proposta che -è stato deciso a Losanna- sarà votata in via definitiva a settembre, nella sessione del Cio a Buenos Aires, la stessa che sceglierà la sede dei Giochi 2020. «È un’idea assurda – tuona Matteo Pellicone presidente della federazione italiana lotta e numero due di quella mondiale – sono amareggiato, ma pronto a dare battaglia, affinché il Cio rinsavisca».  La decisione del Cio si è basata su una quarantina di criteri, fra cui audience tv, vendita biglietti, praticanti. Il Cio ha ammesso atletica leggera, canottaggio, badminton, basket, pugilato, canoa, ciclismo, equitazione, scherma, calcio, ginnastica, sollevamento pesi, pallamano, hockey, judo, nuoto, pentathlon moderno, taekwondo, tennis, tennistavolo, tiro, tiro con l’arco, triathlon, vela e pallavolo. La lotta sarà in lizza con altre 7 discipline (fra cui baseball e karate) per essere ammesse ai Giochi come sport aggiuntivo.   La lotta ha dovuto `lottare´ soprattutto con le esigenze dello show-business: non è ritenuta all’altezza della vetrina tv, non è popolare allo stesso modo ovunque; scarso l’appeal pubblicitario. Tutti ingredienti utili a chi vuol mettere alla porta questo glorioso sport che proviene dall’antichità ed è all’origine del concetto stesso di competizione sportiva.   D’altra parte, è pur vero che da decenni la lotta, nelle sue varianti greco-romana e libera, in molti Paesi, Italia compresa, è una cenerentola, che esce dall’ombra solo in occasione delle Olimpiadi. E dal 2020, nemmeno in quelle. Pellicone non ci sta: «Escludere la lotta, la più antica delle discipline sportive, snatura i Giochi. Allora li chiamino World Games. E non dicano che la lotta è poco praticata, perché ci sono sport -fra quelli ammessi- con meno praticanti di noi. In Russia ci sono 500mila tesserati e centinaia di migliaia negli Usa. Nei paesi caucasici è lo sport nazionale, e così in Turchia e Iran; in Italia siamo 5000». E ci sono Paesi che senza lotta vedrebbero il loro medagliere olimpico asciugato: come il Giappone che a Londra ha chiuso 11/mo, ma senza la lotta sarebbe 19/mo.       I Giochi 2016 in Brasile quindi potrebbero essere gli ultimi nei quali i muscolosi lottatori, epigoni di una tradizione ultrasecolare cominciata nell’antica Grecia, e diventata leggenda con Milone di Crotone, si affronteranno sul tappeto a caccia di una medaglia. Poi fine, basta, addio a una delle discipline che hanno dato origine alla storia delle Olimpiadi.  

Un clamoroso gesto per salvare la lotta dall’esclusione dalle Olimpiadi. Valentin Yordanov, presidente della Federazione bulgara di lotta, ha infatti riconsegnato al Cio la medaglia d’oro vinta ai Giochi del 1996 in segno di protesta per la decisione di cancellare dal programma olimpico questo storico sport.Un gesto che trova solidarietà in tutto il mondo.

“La cancellazione della lotta dai Giochi deteriora lo spirito olimpico – ha spiegato Jannis Zamanduridis, direttore sportivo della Nazionale tedesca di lotta -. Quelle alleanze che nello sport sono la quotidianità, sono invece impensabili in politica. Qui i russi scherzano con gli americani oppure con gli iraniani. Questa è la situazione che descrive il nostro sport e fa parte dello spirito olimpico. E per questo ci batteremo”.  Zamanduridis commenta la decisione di Yordanov di restituire la propria medaglia al Cio: “Ho trovato l’iniziativa bulgara molto utile. Forse sarebbe stato meglio unire piu’ voci per avere piu’ presa sul Comitato Olimpico, ma è comunque una buona cosa”.                                                                    

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