STORIE DI LOTTA, LOTTA NELLA STORIA: MILANO, PRIMA CAPITALE DELLA LOTTA ITALIANA

I primi anni del secolo scorso sono quelli in cui lo sport dilettantistico si organizza a livello nazionale e internazionale. Le Olimpiadi, iniziate nel 1896, continuano nel Novecento e si interrompono solo nel 1916 per la grande guerra; si interromperanno di nuovo per la seconda guerra mondiale. In Italia nascono le prime federazioni nazionali, per esempio la FAI (Federazione Atletica Italiana), che comprendeva la pesistica e la lotta e che fu fondata a Milano dal marchese Luigi Monticelli Obizzi nel 1902. La FAI, divenuta poi FIAP, FILPJ e FILPJK, divisa di recente in FIJLKAM e FIPCF, ha passato quindi i 110 anni di vita, plasmando grandi campioni e dirigenti capaci. Sempre a Milano, nel 1899,  vengono organizzati i primi campionati italiani di lotta e milanesi sono i primi campioni, che si allenano nella palestra di Porta Ticinese della Società Atletica Milanese. Quella palestra era chiamata, in dialetto, “el paviment de giazz”, non si sa bene per quale ragione: forse era dovuto al pavimento scricchiolante, forse al freddo polare che vi faceva d’inverno, forse al fatto che i lottatori ospiti non riuscivano a rimanere in piedi a lungo nei combattimenti contro gli atleti di casa. Il fondatore della palestra fu anche il primo campione italiano, Ernesto Castelli, e suoi allievi furono i due più grandi lottatori italiani di quegli anni: Enrico Porro e Elia Pampuri.

Porro vinse la prima medaglia d’oro per la lotta italiana alle Olimpiadi. Era il 1908 e le Olimpiadi si disputavano a Londra, furono le Olimpiadi di Dorando Petri, ma anche quelle delle prime medaglie d’oro in assoluto per il Regno d’Italia: quella del ginnasta Braglia e quella appunto di Porro, nella categoria leggeri della lotta greco-romana (fino a kg 66,6). Nella finale olimpica è opposto al russo Orlov, più pesante di lui 7 kg; alla fine del tempo la giuria non è convinta della vittoria dell’italiano e ordina altri 20 minuti di combattimento. Alla fine deve arrendersi all’evidenza e decretare il meritato trionfo. Da Londra ritorna a La Spezia, dove lavora in Marina, e lì riceve la visita del re Vittorio Emanuele III, che lo premia contento di trovarsi di fronte ad un campione basso come lui. Commenta “La Gazzetta dello Sport”: “Biondo, piccolo e tarchiato, dalle membra atleticamente poderose, che non esorbitano tuttavia dalla misura ordinaria, egli ci offre una conferma della virtù prodigiosamente rigeneratrice del suo sport, classico di natura e di tradizione. La vittoria di Porro ci rende orgogliosi, poiché dimostra che l’Italia, senza possedere uomini colossali, ciclopi mostruosi dai torsi massicci, è spesso superiore ai popoli nordici ad onta del diligente e metodico allenamento di questi. Enrico Porro è, fra i dilettanti, il giusto pendant del professionista Giovanni Raicevich. Anche questi non possedeva un corpo gigantesco; ma con l’esercizio e l’intelletto della lotta seppe diventare titano ed abbattere i più imponenti colossi”.

Elia Pampuri non partecipò alle Olimpiadi ma fu il più grande lottatore dilettante del suo tempo. Porro non riuscì mai a batterlo e solo il passaggio di Pampuri alla categoria superiore (quella dei medi)  permise all’olimpionico di diventare campione italiano. Dopo il 1908 passò al professionismo e si aggregò alla troupe dei fratelli Raicevich. Dopo la guerra ritornò dilettante e riprese a vincere. Nel 1920 fu ricoverato al manicomio per un male che lo prosciugava poco a poco nel corpo e nello spirito. Morì nel 1924 a soli quarant’anni.

Sempre di Milano è stato uno dei più grandi lottatori italiani di tutti i tempi: Giovanni Gozzi, che gareggiava nelle categorie dei gallo e dei piuma, quindi tra i 58 e i 62 kg.  Nella lotta ci sono state 7 medaglie d’oro olimpiche (6 nella greco-romana e 1 nella libera) e la seconda è stata quella di Gozzi  nel 1932, che tra l’altro già aveva vinto il bronzo nel 1928 . Ecco l’elenco completo: Enrico  Porro, Londra 1908; Giovanni Gozzi, Los Angeles 1932; Pietro Lombardi, Londra 1948; Claudio Pollio (lotta stile libero),  Mosca 1980; Vincenzo Maenza, Los Angeles 1984; Vincenzo Maenza, Seul 1988 ; Andrea Minguzzi, Pechino 2008.

Gozzi ha vinto anche i Campionati Europei  nel 1927, medaglia d’argento nel 1925 e di bronzo nel 1934. E’ stato 8 volte campione italiano, l’ultima volta nel 1936.

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